Tra i migliori Simenon letti fino ad ora. Ecco, se dovessi consigliare un'opera di Simenon a qualcuno che non ha mai letto nulla di lui, non potrei faTra i migliori Simenon letti fino ad ora. Ecco, se dovessi consigliare un'opera di Simenon a qualcuno che non ha mai letto nulla di lui, non potrei far altro che consigliare La camera azzurra.
La storia inizia dalla fine, ovvero il protagonista ricorda del suo ultimo incontro con la sua amante ed ex compagna di scuola, peccato che sono entrambi sposati. Al presente lui è incarcerato perché sospettato di aver ucciso sua moglie che è stata avvelenata e viene interrogato da persone diverse, una volta il giudice, un'altra il suo avvocato, un'altra l'ispettore.
Davvero difficile provare a descrivere questo romanzo, perché è talmente scritto bene, è così scorrevole e ti inchioda alle pagine che non trovi una virgola fuori posto o una parola in più. Narrazione cinematografica, come Simenon sa ben fare, che rende bene il travaglio interiore che opprime e tormenta il protagonista che pur sapendo di essere innocente in un certo senso si sente in colpa per sua moglie, come dire che l'ha indirettamente uccisa dal primo momento in cui l'ha tradita.
Non so ma ho avuto la sensazione che questo studioso veda esoterismo in ogni cosa, pure nei numeri. Però ammetto che rimane interessante l'argomento, Non so ma ho avuto la sensazione che questo studioso veda esoterismo in ogni cosa, pure nei numeri. Però ammetto che rimane interessante l'argomento, in questo caso lui esamina Dante e ipotizza che fosse un Templare, a me ha fatto sorridere perché ho subito pensato a Dan Brown col suo Codice da Vinci che come storia di azione e di intrattenimento tanto di cappello, ma come basi storiche è evidente che è un insieme di cialtronerie e tesi complottistiche e false che si capisce lontano un miglio.
Dunque la Divina Commedia in realtà è una storia di iniziazione massonica? Io penso di no, non sono un massone ma credo che abbia preso un abbaglio il nostro amico René. ...more
Era da tempo che sentivo consigliarmi questo libro e finalmente sono giunto a poterlo leggere anche io (prima o poi ci arrivo anche io, abbiate pazienEra da tempo che sentivo consigliarmi questo libro e finalmente sono giunto a poterlo leggere anche io (prima o poi ci arrivo anche io, abbiate pazienza ma ho solo una vita!).
Ci troviamo di fronte a un libro autobiografico e la scrittrice, Helga, ci narra della sua infanzia, purtroppo non molto felice visto che si trova a fuggire e a nascondersi da una Berlino bombardata. Del suo difficile rapporto con la matrigna (sua madre ha abbandonato lei e il suo fratellino più piccolo e il padre era in guerra) la quale, non sopportandola la manda in un collegio psichiatrico e poi in un altro istituto. Alla fine ritorna da lei a Berlino ma vivrà in una situazione drammatica: la città è continuamente sotto attacco e sotto bombardamento e tutti gli abitanti si rifugiano nella cantina umida, patendo la fame e la sete.
Morte, fame, tristezza, bombardamenti sono all'ordine del giorno, tanto è vero che i cadaveri che restano sulle strade e in mezzo alle macerie iniziano a puzzare. Un racconto crudo e reale, sincero e forte della vita che facevano i sopravvissuti di Berlino che rischiavano tutti i giorni di morire, perché bisognava andare alla fontana a prendere l'acqua o si cercava del cibo per non morire di fame. Drammatico l'episodio dello stupro da parte di alcuni soldati russi nei confronti di due ragazzine che si trovavano nel rifugio, una delle quali, traumatizzata dalla violenza subita, perde sangue e morirà.
Ci sarà anche un incontro della protagonista con Hitler in persona, che ci descrive come incurvato e stanco, a differenza di come si vedeva nei quadri dove era più giovane.
Credo che libri di questo genere dovrebbero essere letti, soprattutto per far capire a certi asini che comandano che le guerre portano solo distruzione, orrore, traumi, povertà, perdite, insomma, chi fa le guerre è un pezzo di m....more