Laura V. لاورا's Reviews > Il colombre e altri racconti
Il colombre e altri racconti
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Viva i racconti!
È un peccato che quello del racconto sia un genere non pienamente apprezzato da tutti i lettori.
In parte, senz’altro per via di gusti letterari personali; in parte, per via di precise strategie editoriali che ne scoraggiano forse la pubblicazione a favore di quella di opere di più ampio respiro in cui gli editori vedono migliori prospettive commerciali. Eppure a questo bistrattato genere si sono dedicati fior fior di scrittori, sia in epoca passata che in tempi più recenti se non contemporanei (mi vengono in mente, giusto per fare un esempio, i nomi di due premi Nobel per la letteratura: Grazia Deledda e Alice Munro).
Dino Buzzati, indubbiamente, è tra gli autori che hanno saputo rendere un’arte lo scrivere narrativa breve. Infatti, se da un lato il suo nome è legato a famosi romanzi sempre in auge, di cui è persino superfluo citare i titoli, dall’altro è stato reso grande anche da una notevole quantità di racconti all’attivo. Molto bella e godibile questa sua raccolta che spazia dal mare aperto al chiuso di un sanatorio, dall’alto dei cieli all’inferno meno prevedibile, dal deserto più misterioso alle anonime strade di qualche città d’oltreoceano. Vari i temi trattati, da quelli storici a quelli fantastici, sacri e profani, e tanti gli spunti di riflessione emersi.
Ironica e inquietante, malinconica e spiazzante, la penna di Buzzati ci regala piccole storie senza tempo che, talmente spesso sono intense, sembrano riempire più di una manciata di pagine, a partire da “Il colombre�, un vero gioiello che ho ritrovato con sommo piacere dopo quasi trent’anni; ma non sfigurano nemmeno diversi altri titoli contenuti in questo libro, tra cui “Il cane che ha visto Dio�, “Il re a Horm el-Hagar�, “La creazione�, “Appuntamento con Einstein� e “Sette piani�. Nel complesso, davvero una piacevolissima lettura che, per chi come me ama la narrativa racchiusa in angusti spazi, conferma la validità di un genere letterario di tutto rispetto.
È un peccato che quello del racconto sia un genere non pienamente apprezzato da tutti i lettori.
In parte, senz’altro per via di gusti letterari personali; in parte, per via di precise strategie editoriali che ne scoraggiano forse la pubblicazione a favore di quella di opere di più ampio respiro in cui gli editori vedono migliori prospettive commerciali. Eppure a questo bistrattato genere si sono dedicati fior fior di scrittori, sia in epoca passata che in tempi più recenti se non contemporanei (mi vengono in mente, giusto per fare un esempio, i nomi di due premi Nobel per la letteratura: Grazia Deledda e Alice Munro).
Dino Buzzati, indubbiamente, è tra gli autori che hanno saputo rendere un’arte lo scrivere narrativa breve. Infatti, se da un lato il suo nome è legato a famosi romanzi sempre in auge, di cui è persino superfluo citare i titoli, dall’altro è stato reso grande anche da una notevole quantità di racconti all’attivo. Molto bella e godibile questa sua raccolta che spazia dal mare aperto al chiuso di un sanatorio, dall’alto dei cieli all’inferno meno prevedibile, dal deserto più misterioso alle anonime strade di qualche città d’oltreoceano. Vari i temi trattati, da quelli storici a quelli fantastici, sacri e profani, e tanti gli spunti di riflessione emersi.
Ironica e inquietante, malinconica e spiazzante, la penna di Buzzati ci regala piccole storie senza tempo che, talmente spesso sono intense, sembrano riempire più di una manciata di pagine, a partire da “Il colombre�, un vero gioiello che ho ritrovato con sommo piacere dopo quasi trent’anni; ma non sfigurano nemmeno diversi altri titoli contenuti in questo libro, tra cui “Il cane che ha visto Dio�, “Il re a Horm el-Hagar�, “La creazione�, “Appuntamento con Einstein� e “Sette piani�. Nel complesso, davvero una piacevolissima lettura che, per chi come me ama la narrativa racchiusa in angusti spazi, conferma la validità di un genere letterario di tutto rispetto.
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March, 2016
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August 26, 2017
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message 1:
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amapola
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Nov 11, 2017 12:58AM

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In effetti, è insuperabile nell'arte del racconto! :)
Dici il vero, Laura. I racconti brevi non piacciono al grande pubblico.
Io li apprezzo. Mi rendo conto che inscrivere in un breve spazio una storia con capo e coda non sia cosa semplice. Facendo un paragone, non è detto che una frittatina con le erbette si meno gustosa di una porchetta ripiena di quaglie, ripiena di castagne ripiene di...
E poi non scordiamo altri esempi illustri di scrittori e scrittrici di racconti: Carver, Maupassant, Hemingway, Bradbury Lessing (per la quale in verità non stravedo). Senza dimenticare Laura Vargiu.
Io li apprezzo. Mi rendo conto che inscrivere in un breve spazio una storia con capo e coda non sia cosa semplice. Facendo un paragone, non è detto che una frittatina con le erbette si meno gustosa di una porchetta ripiena di quaglie, ripiena di castagne ripiene di...
E poi non scordiamo altri esempi illustri di scrittori e scrittrici di racconti: Carver, Maupassant, Hemingway, Bradbury Lessing (per la quale in verità non stravedo). Senza dimenticare Laura Vargiu.

Io li apprezzo. Mi rendo conto che inscrivere in un breve spazio una storia con capo e coda non sia cosa semplice. Facendo un..."
Proprio in questi giorni sto leggendo i Racconti della beccaccia di Guy de Maupassant, davvero belli!
Quanto a Laura Vargiu, non la conosco... :DDD


Quale, Michele? "Nemico, amico, amante"? A me era piaciuta molto!

Grazie, questo titolo non lo conosco, lo terrò presente! :)