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Andrea's Reviews > La boutique del mistero

La boutique del mistero by Dino Buzzati
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it was amazing

“La boutique del mistero� venne pubblicata nel 1968 come selezione dei trentuno racconti più significativi dell'intera opera di Buzzati, allo scopo di offrire al lettore il meglio della sua produzione breve. Questi racconti, infatti, erano già apparsi nelle precedenti raccolte: “I sette messaggeri�, “Paura alla Scala�, “Il crollo della Baliverna�, “In quel preciso momento�, “Sessanta racconti� e “Il colombre�. Dopo il 1968, Buzzati pubblicò soltanto un'altra raccolta di racconti inediti, “Le notte difficili�: per questo motivo, si può tranquillamente affermare che “La boutique del mistero� rappresenti davvero il meglio della produzione breve di Dino Buzzati.

Se in alcune delle raccolte precedenti si può percepire un che di ripetitivo, un avvicendarsi di racconti non sempre all'altezza, che a lungo andare possono anche stancare, qui la selezione è davvero perfetta. Difficile trovare dei racconti più deboli o meno riusciti, arduo scegliere i migliori, impossibile toglierne o aggiungerne altri. Pertanto, il lettore che vuole provare con Buzzati ma che è spaventato dalla vastità della sua opera farebbe benissimo a iniziare a leggerlo da questa densa antologia, che ne rappresenta il distillato, la quintessenza, una retrospettiva agile ma a suo modo completa.

Tutti i temi cari a Dino Buzzati sono presenti in questi racconti. In ognuno di essi si può ritrovare un determinato aspetto, una precisa fase della vita umana, un'esperienza unica ed irripetibile, fatta di viaggi e di attese, di dubbi e di misteri, di gioie e di dolori, di nascita e di crescita, di ricordi e di solitudine, di malattia e di morte. Evidenti sono in Buzzati i richiami spirituali, le riflessioni esistenzialiste, le suggestioni metafisiche, le sottolineature di tutto ciò che di più misterioso ed assurdo si nasconde dietro l'apparente normalità delle cose. Con un'immaginazione che fa oscillare la realtà del quotidiano tra il sogno e l'incubo, tra il lucido e l'allucinato, Buzzati impone al lettore gli eterni dilemmi sul senso e sull'(in)utilità della vita, sul tempo che passa e non ritorna, sul destino dell'essere umano. Il grottesco ed il surreale sono quindi metodi prediletti dell'indagine buzzatiana circa i misteri, i paradossi e le debolezze dell'uomo (ed è facilmente comprensibile come alcuni abbiano accostato, più o meno positivamente e pur con le debite proporzioni, l'opera di Buzzati a quella di Kafka). Il fantastico che irrompe nella realtà, lo straordinario che viene scovato nell'ordinario, il divino che si nasconde nel banale, l'irrazionale che coesiste con il razionale, diventano strumenti per aprire uno spiraglio appena visibile sull'ignoto, sull'inspiegabile, sull'inaccessibile che ci circonda.

Se da una parte i messaggi di Buzzati sembrano rivolgersi all'universale, alla dimensione senza tempo e senza spazio, dall'altra emergono tutte le tipiche situazioni del suo presente. Vestendo i panni del cronista, con un linguaggio volutamente accessibile a tutti, Buzzati non si limita a fotografare l'immaginario collettivo e a dipingere la società a lui contemporanea, fatta di compromessi e ipocrisie borghesi, di ossessioni e paure sovversive, di ambiguità e di illusioni, di latenti sensi di colpa e di episodi di violenza, di guerra e di follia collettiva, ma giudica e critica costumi e morale dell'uomo moderno, che sembra aver smarrito quei valori di purezza e di semplicità che ormai sono lontani e sbiaditi ricordi. In quest'ottica, Buzzati sembra accogliere con freddezza anche il mito del progresso, le conquiste della scienza e della tecnica che sì portano maggiore benessere, ma anche nuove paure ed ossessioni, nuove preoccupazioni ed angosce.

Anche le emozioni provocate dai racconti di Buzzati offrono un'ampia gamma di sfumature, dalla commozione all'inquietudine, dalla paura al ribrezzo, dalla sorpresa all'amarezza, dalla malinconia al rimpianto. Oltre a menzionare i capolavori a me già noti, come “I sette messaggeri�, “L'assalto al grande convoglio�, “Sette piani�, “La fine del mondo�, “Racconto di Natale�, “Il cane che ha visto Dio�, “I topi�, “Il disco si posò�, “I Santi�, “Il corridoio del grande albergo�, “Il colombre�, “Riservatissima al signor direttore�, “Le gobbe nel giardino�, “La giacca stregata� e “Ragazza che precipita�, vorrei soffermarmi su alcuni racconti a mio avviso particolarmente significativi, che non avevo ancora letto finora: mentre “Questioni ospedaliere� esaspera una condizione di impotenza e di frustrazione di fronte ad una vita sempre più disumana, che non è poi così assurda e improbabile, “L'uovo� provoca sentimenti di forte amarezza e di volontà di ribellione verso le diseguaglianze e le ingiustizie sociali, sempre attuali; mentre “La Torre Eiffel� è una metafora delle suggestioni, delle fascinazioni, delle sfide e delle ambizioni umane, che portano ad osare e ad inseguire sogni impossibili, “I due autisti� è il triste e straziante, genuino e sentito ricordo da parte di un figlio pieno di riconoscenza ma anche di rimorsi, che si accinge a dare l'ultimo saluto alla madre amorevole, appena scomparsa, in una riflessione a cuore aperto sulle dinamiche famigliari che fa prevalere la verità sulla finzione.
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Reading Progress

July 31, 2021 – Started Reading
July 31, 2021 – Shelved
July 31, 2021 – Finished Reading

Comments Showing 1-3 of 3 (3 new)

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Dagio_maya Bellissimo ed utile commento soprattutto per chi , come me, deve ancora leggere questa raccolta (vergogna!!!).
Grazie 🙏


Andrea Grazie a te, Dagio!


Andrea Grazie mille, Petricoore! Troppo gentile


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