Orsodimondo's Reviews > Tokyo Blues - Norwegian Wood
Tokyo Blues - Norwegian Wood
by
by

LIFE BLUES

L’immagine manifesto del film di Tran Anh Hung presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010, da cui vengono anche le immagini che seguono.
Toru Watanabe ha trentasette anni, e all’inizio di questa storia sta atterrando sull’aeroporto di Amburgo a bordo di un Boeing 747.
La radio trasmette la celebre e magnifica canzone dei Beatles, Norwegian Wood, che è il titolo originale di questo romanzo, Tokyo Blues è un’invenzione della prima edizione italiana.
Sulle note della struggente canzone dei quattro di Liverpool, parte il lungo flashback che ci riporta vent’anni prima.

Il primo ricordo che prende forma è l’incontro casuale con Naoko, la fidanzata di Kizuki, l’unico vero amico di Toru Watanabe, morto suicida pochi mesi prima. La scoperta che Naoko è ancora vergine (e allora la sua storia d’amore con Kizuki?, si chiede Toru Watanabe), gli anni dell’università , l’amore impossibile per la stessa Naoko che finisce ricoverata in una clinica psichiatrica, quello per Midori, compagna di studi, a sua volta segnata da una serie di lutti familiari, l’amicizia con Nagasaka, ragazzo spregiudicato e controverso.
Eros e Thanatos a go go, a braccetto, sciolti in un ballo senza fine (dance dance dance, appunto).
Un viaggio all’insegna dello struggimento, della nostalgia, del rimpianto.

La memoria trasforma, modifica, plasma, trasfigura, enfatizza quello e trascura quell’altro�?
Sì, forse no.
Personalmente propendo decisamente per l’ipotesi affermativa.
Nel dubbio Murakami, genialmente adotta la prima soluzione e le lascia campo libero: l’infanzia del protagonista Toru Watanabe è rivista attraversa la lente della memoria e quindi, succeda quello che deve succedere quando si maneggia uno strumento così delicato come il ricordo.

La conclusione cui Murakami sembra arrivare è di conseguenza sacrosanta, attendibile, da abbracciare e sottoscrivere: crescere, diventare adulti significa rinunciare ai nostri sogni giovanili, agli ideali e a tutto ciò per cui pensavamo valesse la pena combattere. Sogni, ideali, progetti magari folli, irrealistici: ma chi può dire che la realtà sia da preferire al sogno?

Ho fatto di tutto per prolungare la lettura, ma a un certo punto sono per forza di cose arrivato alla fine, anche se avevo già ricominciato a leggerlo dalla prima pagina.
Ho messo su le canzoni dei Beatles a oltranza.
Ho sentito profumo di Jules et Jim e tanto tanto di Truffaut, mai abbastanza rimpianto.
Ho avuto la sensazione che non stessi davvero leggendo, ma che ci fosse Toru Watanabe a raccontarmi questa storia, un lungo magnifico racconto diretto solo a me.

Il Prima della rivoluzione di Murakami.
Il film che ne è stato tratto dal regista franco-vietnamita Tran Anh Hung, che è ancora inebriato dal profumo della papaya verde, è il classico prodotto da festival che lascia le sale deserte, una sorta di raggelato videoclip, ogni passione spenta, eliminata ogni possibilità di coinvolgimento: un film ‘emo� senza l’emozione.

L’immagine manifesto del film di Tran Anh Hung presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010, da cui vengono anche le immagini che seguono.
Toru Watanabe ha trentasette anni, e all’inizio di questa storia sta atterrando sull’aeroporto di Amburgo a bordo di un Boeing 747.
La radio trasmette la celebre e magnifica canzone dei Beatles, Norwegian Wood, che è il titolo originale di questo romanzo, Tokyo Blues è un’invenzione della prima edizione italiana.
Sulle note della struggente canzone dei quattro di Liverpool, parte il lungo flashback che ci riporta vent’anni prima.

Il primo ricordo che prende forma è l’incontro casuale con Naoko, la fidanzata di Kizuki, l’unico vero amico di Toru Watanabe, morto suicida pochi mesi prima. La scoperta che Naoko è ancora vergine (e allora la sua storia d’amore con Kizuki?, si chiede Toru Watanabe), gli anni dell’università , l’amore impossibile per la stessa Naoko che finisce ricoverata in una clinica psichiatrica, quello per Midori, compagna di studi, a sua volta segnata da una serie di lutti familiari, l’amicizia con Nagasaka, ragazzo spregiudicato e controverso.
Eros e Thanatos a go go, a braccetto, sciolti in un ballo senza fine (dance dance dance, appunto).
Un viaggio all’insegna dello struggimento, della nostalgia, del rimpianto.

La memoria trasforma, modifica, plasma, trasfigura, enfatizza quello e trascura quell’altro�?
Sì, forse no.
Personalmente propendo decisamente per l’ipotesi affermativa.
Nel dubbio Murakami, genialmente adotta la prima soluzione e le lascia campo libero: l’infanzia del protagonista Toru Watanabe è rivista attraversa la lente della memoria e quindi, succeda quello che deve succedere quando si maneggia uno strumento così delicato come il ricordo.

La conclusione cui Murakami sembra arrivare è di conseguenza sacrosanta, attendibile, da abbracciare e sottoscrivere: crescere, diventare adulti significa rinunciare ai nostri sogni giovanili, agli ideali e a tutto ciò per cui pensavamo valesse la pena combattere. Sogni, ideali, progetti magari folli, irrealistici: ma chi può dire che la realtà sia da preferire al sogno?

Ho fatto di tutto per prolungare la lettura, ma a un certo punto sono per forza di cose arrivato alla fine, anche se avevo già ricominciato a leggerlo dalla prima pagina.
Ho messo su le canzoni dei Beatles a oltranza.
Ho sentito profumo di Jules et Jim e tanto tanto di Truffaut, mai abbastanza rimpianto.
Ho avuto la sensazione che non stessi davvero leggendo, ma che ci fosse Toru Watanabe a raccontarmi questa storia, un lungo magnifico racconto diretto solo a me.

Il Prima della rivoluzione di Murakami.
Il film che ne è stato tratto dal regista franco-vietnamita Tran Anh Hung, che è ancora inebriato dal profumo della papaya verde, è il classico prodotto da festival che lascia le sale deserte, una sorta di raggelato videoclip, ogni passione spenta, eliminata ogni possibilità di coinvolgimento: un film ‘emo� senza l’emozione.

Sign into Å·±¦ÓéÀÖ to see if any of your friends have read
Tokyo Blues - Norwegian Wood.
Sign In »
Reading Progress
Started Reading
November 18, 2009
–
Finished Reading
November 20, 2012
– Shelved
November 20, 2012
– Shelved as:
giappone
Comments Showing 1-5 of 5 (5 new)
date
newest »

message 1:
by
Emilio
(new)
Jul 12, 2018 06:51AM

reply
|
flag

Finché trovi di meglio da leggere di questo, direi che sei messo bene 😉

Lo capisco.