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La simmetria dei desideri Quotes

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La simmetria dei desideri La simmetria dei desideri by Eshkol Nevo
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La simmetria dei desideri Quotes Showing 1-17 of 17
“Ci poniamo delle mete, e ne diventiamo schiavi. Siamo talmente impegnati a realizzarle, che non ci rendiamo conto che nel frattempo sono cambiate.”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Ma tu la conosci la storia dell'uomo che rimandava il soddisfacimento dei suoi desideri?, ha ribattuto Ofir. Ha rimandato, rimandato, rimandato, e alla fine è morto.”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“E io, per la prima volta in vita mia, non mi sono accontentato di ascoltare; le ho rivelato che prima di lei c'era stato il deserto, che avevo ormai accettato l'idea di essere condannato a vivere senza amore, al di fuori di quello per le donne immaginarie che mi creavo ogni notte per poi cercarne di simili per strada. Nei negozi. Nei giardini dell'università. Le ho raccontato della mia collezione di donne immaginarie con la dovuta autoironia, nel tentativo di creare l'impressione che appartenessero al passato, proprio mentre covavo il dubbio che lei stessa fosse immaginaria, e che alla fine della nostra cavalcata mi attendesse una caduta niente affatto immaginaria. Arrivavo addirittura a desiderarla un pochino, quella caduta. Quei secondi immediatamente successivi alla caduta in cui tutto è improvvisamente silenzio.”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“E i miei genitori... Ci ho messo dieci anni per allontanarmi da loro e ci sono riuscito così bene che ora sono troppo lontani per aiutarmi”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Evidentemente non è un caso se la maggior parte delle amicizie nasce al liceo o durante un viaggio. Ci vuole una generosa porzione di tempo libero per avvicinarsi”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Fortuna che ci sono i Mondiali, ho aggiunto io. Così il tempo non diventa un blocco unico, e ogni quattro anni ci si può fermare a vedere cos'è cambiato”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Forse, come dice Aristotele, "Non si conosce un amico finché non si è mangiato sale insieme”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Questo lavoro non verterà sulle teorie ordinate e conosciute dei vari filosofi, bensì prenderà in considerazione i loro momenti di confusione, i momenti di perplessità intellettuale ed emotiva. Non solo perché è possibile rinvenirvi frammenti di toccante umanità, ma anche in base al presupposto che proprio nell'incespicare, nel pentimento a posteriori, nell'incertezza che porta al cambiamento, si può forse trovare la chiave alla comprensione della vera natura del pensiero”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Ogni creativo cammina su un ponte molto stretto, al di sotto del quale scorre il fiume della paura... paura che un giorno non arrivino più.
Cos'è che non deve arrivare?
Le idee, le invenzioni. Un giorno si seccheranno tutte le tue vene creative. Resterà solo una pietra fredda, sotto la quale non c'è né rame né oro. Il punto è che non si deve mai pensare a quel giorno. Non si deve guardare il fondo”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Quando si viaggia con una persona per dei mesi, tutti i normali canali di conversazione, quelli forzosi, si esauriscono, e si arriva a comportarsi con la massima naturalezza. Si conversa con parsimonia. Si tace tranquillamente. E di tanto in tanto sgorga, come per caso, una conversazione con qualche novità.”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“אבל זאת בדיוק ההגדרה של חברים, לא? נווה מדבר שמאפשר לשכוח את המדבר...או... רפסודה שהקרשים שלה דבוקים זה לזה או... מדינה קטנה מוקפת אויבים.”
אשכול נבו, World Cup Wishes
“La gente che camminava sulla spiaggia mi sembrava di nuovo irrimediabilmente diversa da me. La loro gioia di vivere mi pareva superficiale. Materialista. Miserabile. Li disprezzavo e insieme li invidiavo. Mi sentivo più puro di loro. Più profondo. E allo stesso tempo sentivo che loro conoscevano una meravigliosa leggerezza che io non avrei conosciuto mai, solo perché dentro di me ero rimasto uno di Haifa.”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Si, ho pensato. Voglio salire. Certo che voglio salire.
E già per le scale afferrarti i fianchi. Forte. E darti un piccolo bacio leggero sulla nuca. Proprio dove finisce la spina dorsale. E più tardi, dentro casa, affondare il naso nei tuoi capelli e annusarti, annusarti finché il tuo odore diventa sapore, e poi, sempre stando dietro di te, aprire i bottoni della tua camicetta candida. I primi due lentamente, poi gli altri strappandoli. Perché non se ne può più. Perché non ce la faccio più non ce la faccio più non ce la faccio più...
No grazie, ho risposto. Meglio che vada a casa.”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Con gli anni avevamo sviluppato uno strumento quasi scientifico per prevedere i cambiamenti nella vita di Ofir: nel momento in cui cominciava a parlare di qualcosa o qualcuna con folle entusiasmo, sapevamo che era sul punto di abbandonarlo. O abbandonarla.
Sapevamo che le parole belle, grandiose, rappresentavano il suo ultimo tentativo di radicarsi a terra, prima che i piedi piatti lo portassero oltre, ancora avanti.”
Eshkol Nevo, World Cup Wishes
“Per sospettare bisogna pensare, e io a quel punto non pensavo più”
Eshkol Nevo, La simmetria dei desideri
“Si aspettava che l'abbracciassi. Perciò l'ho abbracciata, forte, proprio perché non sentivo niente l'ho abbracciata forte. E lei ha detto "Solo per questo abbraccio ne valeva la pena di lasciare la religione”
Eshkol Nevo, La simmetria dei desideri
“Non c'è niente di più repellente di un io che cerca di migliorarsi”
Eshkol Nevo, La simmetria dei desideri