Å·±¦ÓéÀÖ

Passione Quotes

Quotes tagged as "passione" Showing 1-30 of 51
Irène Némirovsky
“Sì, io... È possibile che la mia vita, proprio la mia, assomigli alla sua? Il lavoro, la famiglia, nessuna passione, nessun rischio da correre, nessuna nobile avventura da vivere, e, per finire, la morte? Non è possibile accettare in anticipo l’idea che tutto ciò basti a riempire la vita, la propria vita, preziosa e unica, e tuttaviaâ€� Inizio a credere che un’esistenza qualsiasi, grigia, piatta, possa estenuare l’uomo a tal punto che, invecchiato, egli aspiri al riposo. Al contrario, più la vita è stata appassionata e piena, più comprensibile sarebbe il grido del morente: ‘Come? Di già? Ma non son riuscito a far nulla! Non ho avuto tempo!... Non ho vissuto…’â€�.”
Irène Némirovsky, Due

Simonetta Agnello Hornby
“La vita è come una treccia, ogni ciocca è importante e ha un significato. La prima è quella del dovere, che abbiamo tutti e che significa obbedienza; la seconda è quella della roba â€� chi l'ha deve stare attento a non farsela arrubbare e chi non l'ha ha soltanto la fame nelle budella e la vulissi assai â€� e la terza è quella dell'amore. E se una ha tutte e tre le ciocche belle forti, la treccia è bellissima e vive felice. Ma assai fimmine hanno la prima ciocca bella folta, mentre le altre due sono sottili. Se riescono a intrecciarsi la treccia bella non è, ma tiene, e la vita continua. Se invece la ciocca dell'amore addiventa troppo forte e quella del dovere è debole, la treccia non regge e si disfa: tre devono essere le ciocche, così è”
Simonetta Agnello Hornby, La zia marchesa

Thomas Mann
“Era voglia di viaggiare, nient'altro; ma sopraggiunta davvero come un accesso e cresciuta fino alla passione, addirittura all'inganno dei sensi.”
Thomas Mann

George Eliot
“Le nostre passioni non vivono l'una separata dall'altra, in camere serrate a chiave, ma, rivestite del loro modesto guardaroba di idee, portano i loro viveri a un tavolo comune e mangiano assieme, nutrendosi delle provviste comuni a seconda del loro appetito.”
George Eliot, Middlemarch

Olivier Föllmi
“Essere un giovane fotografo professionista, significa passare solo il 20 per cento del tempo a fare fotografie. Il resto serve a incontrare persone per vendere le immagini, ecc... Vivendo male gli insuccessi, molti sprofondano nell'amarezza. Nessuno cresce senza fallimenti: accettarli è importante per riuscire in questo mestiere difficile. Solo la passione permette di superare gli ostacoli. La passione non si spegne coi fallimenti, non si accende in caso di successo... Resta fiamma di vita.”
Olivier Föllmi

Isabella Liberto
“Il mio sogno di una vita perfetta sarebbe rimasto lì per sempre, sotto le
rose che si erano tinte di nero come l'incubo che avevo vissuto.”
Isabella Liberto, Il Roseto Nero di Alice De Ravin

James Joyce
“Rapito sopra di lei giacevo, labbra piene pienamente aperte, la baciai sulla bocca. Gnam. Con delicatezza mi passò nella bocca il dolcetto al cumino caldo e masticato. Molliccia poltiglia la sua bocca aveva biascicato agrodolce con saliva. Gioia: la mangiai: gioia.”
James Joyce, Ulisse

Henry James
“Dovunque arrivasse, in questa congiuntura, l’influsso dell’indefinibile sul contegno di Isabel, non si trattava certo del pensiero, anche se non formulato, di una sua unione con Caspar Goodwood; poiché, se aveva potuto opporre resistenza ad esser conquistata dalle grandi mani tranquille del suo corteggiatore inglese, era per lo meno altrettanto lontana dall’esser disposta a permettere al giovane di Boston di prendere esplicito possesso di lei. Dopo aver letto la sua lettera, il sentimento nel quale cercava rifugio era quello di considerare criticamente questo suo esser venuto all’estero; poiché parte dell’ascendente che egli aveva su di lei stava nel fatto che sembrava privarla del suo senso della libertà. C’era un impeto di sgradevole intensità, quasi una crudeltà fisica, in quel suo modo di ergerlesi di fronte. A volte era stata perseguitata dall’idea, dal pericolo, della sua disapprovazione e si era domandata - riguardo che mai per nessun altro aveva avuto in egual misura - se a lui sarebbe piaciuto ciò che lei faceva. La difficoltà stava nel fatto che, più di ogni altro uomo che avesse mai conosciuto, più del povero Lord Warburton (aveva cominciato ormai ad elargire a Sua Grazia il beneficio di questo epiteto) Caspar Goodwood adoperava con lei una energia - ed ella l’aveva già sentita come una forza - che era propria della sua vera natura. Non era per niente questione delle sue qualità; era questione dello spirito che stazionava nella chiara fiamma dei suoi occhi, come una persona che non si stancasse mai di guardar dalla finestra. Le piacesse o no, egli insisteva, sempre, con tutto il suo peso, con tutta la sua forza: anche nei rapporti più comuni con lui, bisognava tener conto di questo. L’idea di una limitazione della libertà era per lei particolarmente sgradevole, ora che aveva appena dato una sorta di risalto alla sua indipendenza guardando senza batter ciglio la grossa esca offertale da Lord Warburton, e riuscendo tuttavia a distoglierne lo sguardo. A volte era sembrato che Caspar Goodwood si schierasse dalla parte del destino di lei, che fosse il fatto più ostinato che ella avesse conosciuto; in tali momenti diceva a se stessa che poteva sfuggirgli per un poâ€�, ma che alla fine doveva venir con lui a patti, e sarebbero stati senza dubbio patti a lui favorevoli. Il suo impulso era stato di valersi delle cose che potessero aiutarla a opporre resistenza a questa costrizione; e quest’impulso aveva avuto gran parte nel suo caloroso assenso all’invito della zia, giuntole in un momento in cui si attendeva di giorno in giorno di vedersi di fronte il signor Goodwood, e in un momento in cui era lieta di avere una risposta pronta per una cosa che lui, ne era certa, le avrebbe detto.”
Henry James, The Portrait of a Lady

Henry James
“C’erano cose intricate e spinose alle quali prendeva gusto; gli piaceva organizzare, contendere, amministrare; sapeva indurre la gente a fare la sua volontà, a credere in lui, ad aprirgli la strada e a difenderlo. Questa era l’arte, come suol dirsi, di saper trattare gli uomini, che in lui per di più posava su di una ardita, se pur latente, ambizione. A coloro che lo conoscevano bene faceva l’effetto di poter fare cose più grandi che non tirare avanti un cotonificio; Caspar Goodwood non era davvero come il cotone, e i suoi amici davano per certo che in qualche modo e in qualche luogo egli avrebbe scritto a più grandi lettere il suo nome. Ma era come se qualcosa di vasto e indeterminato, qualcosa di oscuro e spiacevole dovesse incombere su di lui: egli dopo tutto non era in armonia con quel suo stato, meschino e niente più, di tranquillità, avidità e guadagno, un ordine di cose il cui soffio vitale era l’onnipresente pubblicità. A Isabel piaceva figurarsi che lui avrebbe potuto affrontare, in sella ad un focoso destriero, il turbine di una grande guerra: una guerra come la Guerra Civile, che aveva gettato un’ombra sulla consapevole infanzia di lei, sulla gioventù in formazione di lui.
Le piaceva ad ogni modo l’idea che egli fosse, per temperamento e di fatto, un condottiero di uomini, le piaceva molto di più che non altri lati del suo carattere e del suo aspetto. Non le importava niente del suo cotonificio; il brevetto Goodwood lasciava assolutamente fredda la sua fantasia. Non desiderava in lui nemmeno un’oncia di meno della sua virilità, ma a volte pensava che sarebbe stato molto più carino se avesse avuto, per esempio, un aspetto un po� diverso. [...]Si era ripetuta più di una volta
che questa era un’obiezione frivola, per una persona di quell’importanza; e poi aveva mitigato il biasimo col dire che l’obiezione sarebbe stata frivola soltanto se fosse stata innamorata di lui. Non era innamorata di lui, e perciò poteva criticarne i piccoli difetti così come i grandi; i quali ultimi consistevano nell’appunto complessivo di essere troppo serio, o meglio, non di esserlo, visto che non lo si è mai troppo, ma piuttosto di averne senz’altro l’apparenza. Mostrava i suoi appetiti e i suoi propositi con troppa semplicità e candore; a esser soli con lui, parlava troppo dello stesso argomento, e se erano presenti altre persone parlava troppo poco di ogni cosa. E tuttavia era fatto di una materia estremamente forte e pura; il che era molto: ella vedeva ben distinte le diverse parti di lui come, nei musei e nei ritratti, aveva visto ben distinte le diverse parti di guerrieri armati, nelle corazze d’acciaio splendidamente intarsiate d’oro. Era molto strano: dov’era mai in lei un qualche tangibile legame tra le sue impressioni e le sue azioni? Caspar Goodwood non aveva mai corrisposto al suo ideale di persona piacevole, ed ella supponeva che fosse questa la ragione per cui era così aspramente critica nei suoi confronti. Quando però Lord Warburton, che non solo vi corrispondeva, ma anche ampliava i limiti della definizione, impetrò da lei approvazione, ella si sentì tuttavia insoddisfatta. Era strano davvero.”
Henry James, The Portrait of a Lady

Federico García Lorca
“A me piace veder correre pieno di fuoco ciò che era stato quieto per anni e anni.”
Federico García Lorca, La casa de Bernarda Alba

“Le mie orecchie sentono i colori ed i miei occhi vedono suoni.”
Suzy Kassem, Rise Up and Salute the Sun: The Writings of Suzy Kassem

Carragh Sheridan
“Non allontanò le labbra dalla bocca di lei.
«Accetto anche l'inferno � disse piano con voce rotta � sono disposto a qualsiasi sacrificio pur di averti ancora nella mia vita».
Sapeva che la stava perdendo, lei era troppo corretta e onesta per vivere nell'inganno o nella menzogna, ma James non era più in grado di controllare i propri sentimenti ed era in balia di quel dolore che lo stava dilaniando.
Affondò il viso nel collo di lei lasciandosi avvolgere dal suo profumo, dal calore di quel corpo disperatamente desiderato.
«Ci faremmo solamente del male � disse Theresa sofferente � è troppo tardi per noi».
«Sposami Theresa» disse James pianissimo in un ultimo disperato tentativo.
«Non posso» sussurrò lei con voce impercettibile mentre scivolava fuori dal suo abbraccio.
James percepì un freddo intenso fuori dalle sue braccia, il freddo di un addio.”
Carragh Sheridan, Fin de Siècle. Passione proibita

Olivier Föllmi
“Essere fotografo viaggiatore significa essere traghettatore di incontri e di emozioni. Amo la fotografia da ricevere, restituire e condividere.”
Olivier Föllmi

Olivier Föllmi
“E tu, amico viaggiatore, dove desideri andare per cominciare?”
Olivier Föllmi

Olivier Föllmi
“Il mestiere di fotografo viaggiatore è fantastico. Permette di avvicinarsi ai propri sogni, di percorrere tutto il pianeta, di incrociare persone incredibili, di vivere mille vite diverse, di realizzarsi e di trasmettere la propria esperienza, con gli occhi lucidi, a ogni ritorno. E' un lavoro gratificante, che coniuga il vissuto e la condivisione, l'interiorità e la socialità.”
Olivier Föllmi

Olivier Föllmi
“Riuscire? In quale momento si può avere la pretesa di riuscire? Non cerchiamo di riuscire, cerchiamo di vivere intensamente. Riuscire non è lo scopo di un fotografo. La fotografia è una passione di cui si è fatto un mestiere.”
Olivier Föllmi

Olivier Föllmi
“La mia difficoltà permanente, che ritengo inerente al mestiere di fotografo viaggiatore, è trovare l'equilibrio tra il movimento e la stabilità perché questo mestiere non permette il giusto mezzo. Sviluppare uno spirito disponibile e creativo sul posto, aperto all'incontro, poi tornare e condividere le preoccupazioni quotidiane della vita in famiglia e in ufficio mi destabilizza così tanto che appena reintegrato e sistemato nuovamente all'interno dei miei riferimenti affettivi e familiari, devo pensare di nuovo a preparare i bagagli, accettare di lasciare i miei e casa mia per tornare a essere un nomade solitario...”
Olivier Föllmi

Olivier Föllmi
“Tutti, proprio tutti i soggetti possono essere intensi da vivere e da fotografare, basta avere dei sogni. E partire alla loro ricerca, con passione e sincerità.”
Olivier Föllmi

Olivier Föllmi
“Andate verso gli altri, sempre in compagnia della vostra passione.”
Olivier Föllmi

“Tutte le persone smettono di essere nuove, a un certo punto. Inseguire le emozioni del momento a volte ci fa dimenticare i sentimenti.”
Silvia Truzzi, Fai piano quando torni

“Ci sono corpi destinati ad incastrarsi.
Non importa come, dove, perché. Non si spiega.
Puoi far finta di niente, dire che non è vero. Ma sai di mentire.
Sono corpi che si chiamano anche in mezzo ad un salone pieno di gente. Tu parli, conversi concentrata, ma senti le viscere pulsare.
La chimica ti attira come una calamita.
Il desiderio.
E quando ci si incontra. Si sa già tutto I'uno dell'altro. L'odore, il sapore, dove è sensibile, dove vuole farsi toccare. Come baciarlo, quanto stringerlo.
Due libri aperti che si sfogliano, per arrivare allo stesso finale.”
Laura Di Gianfrancesco, Ti posso spiegare

Giacomo Leopardi
“E così sentir parlare di quella persona, mi scuote e tormenta come a chi si tastasse o palpeggiasse una parte del corpo addoloratissima, e spesso mi fa rabbia e nausea...
Diario del primo amore
Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi
“... io mi sentiva il cuore molto molle e tenero, e alla cena osservando gli atti e i discorsi della Signora, mi piacquero assai, e mi ammollirono sempre più; e insomma, la Signora mi premeva molto...
Diario del primo amore
Giacomo Leopardi

Italo Svevo
“Una volta sposati non si discute più d'amore e, quando si sente il bisogno di dirne, l'²¹²Ô¾±³¾²¹±ô¾±³Ùà interviene preso a rifare il silenzio. Ora tale ²¹²Ô¾±³¾²¹±ô¾±³Ùà può essere divenuta tanto umana da complicarsi e falsificarsi, ed avviene che, chinandosi su una capigliatura femminile, si faccia anche lo sforzo di evocarvi qualcosa che non c'è. Si chiudono gli occhi e la donna diventa un'altra per ridivenire lei quando si abbandona”
Italo Svevo, La coscienza di Zeno / Senilità

Italo Svevo
“Le parole bestiali che ci lasciamo scappare rimordono più fortemente delle azioni più nefande cui la nostra passione c’induca.
Naturalmente designo come parole solo quelle che non sono azioni, perché so benissimo che le parole di Jago, per esempio, sono delle vere e proprie azioni. Ma le azioni, comprese le parole di Jago, si commettono per averne un piacere o un beneficio e allora tutto l’organismo, anche quella parte che poi dovrebbe erigersi a giudice, vi partecipa e diventa dunque un giudice molto benevolo.
Ma la stupida lingua agisce a propria e a soddisfazione di qualche piccola parte dell’organismo che senza di essa si sente vinta e procede alla simulazione di una lotta quando la lotta è finita e perduta. Vuole ferire o vuole accarezzare. Si muove sempre in mezzo a dei traslati mastodontici. E quando son roventi, le parole scottano chi le ha dette.”
Italo Svevo, La coscienza di Zeno / Senilità

Frank Herbert
“La prudenza è la via della ³¾±ð»å¾±´Ç³¦°ù¾±³Ùà. La ³¾±ð»å¾±´Ç³¦°ù¾±³Ùà priva di passioni è tutto ciò che tanta gente crede di poter raggiungere.”
Frank Herbert, God Emperor of Dune

Amalia Frontali
“La misura è un palliativo per chi manca di passione.”
Amalia Frontali, La Chioma di Berenice

Gabriele Ghisellini
“A cosa serve avere un vestito alla moda? A sentirsi parte del branco. Ma chi è il capo-branco? Qualcuno se le fa ancora queste domande? Qualcuno, ogni tanto, si chiede quali siano i bisogni primari e quali sia no quelli indotti? È vero, posso essere felice nel comprare finalmente il copri-telefonino del colore che volevo. Anche questo è un piacere, mi direte voi. Ma è un piacere che deriva dal soddisfare un bisogno indotto (indotto da qualcun altro) e non primario. Non è scritto nei nostri geni il colore giusto che il nostro telefonino deve avere.

E allora, di fronte alla fatidica domanda, ma tu a cosa servi, rispondo con orgoglio: io cerco di fornire piacere, che renda la nostra vita un poco più degna di essere vissuta.”
Gabriele Ghisellini, Astrofisica per curiosi: Breve storia dell'universo

Alan Bennett
“„Leggere vuol dire sottrarsi. Rendersi irreperibili. Sarebbe già diverso» disse Sir Kevin «se come passatempo fosse menoâ€� egoistico». «Egoistico?». «Forse dovrei dire solipsistico». «E allora lo dica». Al che Sir Kevin si lanciò. «Se potessimo veicolare le sue letture per uno scopo più ampio: acculturare il paese, ad esempio, per promuovere la lettura fra i giovani.”
Alan Bennett, The Uncommon Reader

“Una passione non è una schiavitù; è una salvezza, aiuta a vivere.”
Piero Ottone, Piccola filosofia di un grande amore: La vela

« previous 1