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La boutique del mistero

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La boutique del mistero è una raccolta di trentuno racconti pubblicati in diversi volumi e ordinati dallo stesso autore "nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto". Il racconto di Buzzati è un momento di indagine profonda, un'esplorazione emozionante in un'atmosfera magica. Poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha indagato così a fondo il mistero che circonda l'uomo contemporaneo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze. In quest'ottica, La boutique del mistero (con i suoi più famosi racconti: Il colombre, I sette messageri, Sette piani, Il mantello) offre al lettore la possibilità di sperimentare la finezza di stile di cui uno dei più grandi autori italiani del Novecento, nelle cui pagine coesistono allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche e dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche.

238 pages, Paperback

First published August 6, 1968

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5,601 people want to read

About the author

Dino Buzzati

264books1,062followers
Dino Buzzati Traverso (1906 � 1972) è stato uno scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano.

Dino Buzzati Traverso was an Italian novelist, short story writer, painter and poet, as well as a journalist for Corriere della Sera. His worldwide fame is mostly due to his novel Il deserto dei Tartari, translated into English as The Tartar Steppe.

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Displaying 1 - 30 of 461 reviews
Profile Image for Carmine.
615 reviews84 followers
November 7, 2020
Scorci d'ignoto all'orizzonte

"Quello è il Colombre, un pesce che tutti i marinai temono, in ogni mare del mondo. È uno squalo tremendo e misterioso, più astuto dell'uomo. Per motivi che forse nessuno saprà mai, sceglie la sua vittima, e quando l'ha scelta la insegue per anni e anni, per una intera vita, finché è riuscito a divorarla."

"Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. Ed io non posso rimediare. Espiare soltanto."

Magistrale nella dimensione del racconto breve, Buzzati, in questa raccolta, dimostra di avere molte frecce al proprio arco.
Risulta difficile fotografare un fil rouge capace di far da cornice ai trentuno racconti qui presenti: i temi toccati sono molteplici e sfumano nelle suggestive atmosfere dipinte, perennemente in bilico tra surreale, grottesco, poetico e drammatico.

La religione, simpatico accessorio che ci portiamo appresso dall'alba dei tempi, si tramuta in tremendo fardello capace di far affiorare il peggio dell'animo umano: La fine del mondo, Racconto di Natale e Il disco si posò, in tal senso, dimostrano la futilità dell'esercizio religioso di fronte all'incapacità di valorizzare gli insegnamenti ricevuti; eppure l'umanità sa anche riscoprirsi migliore di quanto si mostri e solo la paura del giudizio esterno, unito a una pavidità di fondo nell'accettare il cambiamento, frena la maturazione definitiva (Il cane che ha visto Dio, forse il miglior racconto).

Si erge minacciosa la Fortezza Bastiani della sua opera più famosa, qui beffardamente nascosta ne Sette messaggeri e Il Colombre: che sia uno squalo che ti scruta a pelo d'acqua o un manipolo di derelitti che si consumano negli anni a ricevere e portare notizie mentre ci si allontana dal proprio rifugio sicuro, in entrambi i casi ogni scelta richiede un sacrificio. Proteggere il proprio microcosmo dall'incedere del tempo è illusione che si scopre tanto ridicola quanto amara.
Assalto al grande convoglio, seppur senza esser adornato dalla medesima impostazione surreale, è tristemente lucido nel delineare quell'impossibilità a mantenere immutato ciò che non esiste più; e il continuo procrastinare la verità non può che concludersi in una harakiri che nella rassegnazione definitiva riappacifica l'animo.

Una piccola nicchia la troviamo per Sette piani, terrificante discesa nell'incertezza di sé in relazione a un sistema medico - spaventoso nella sua imperscrutabilità - capace di rimettere in discussione ogni certezza acquisita.
Chi ha vissuto un'esperienza ospedaliera importante non può che tremare di fronte a quell'involuzione che marcisce l'animo e spegne anzitempo l'amore per la vita.

Di particolare rilievo anche i racconti sulla morte, tra i quali vanno annoverati Il mantello, le gobbe del giardino, Lo scarafaggio e I due autisti.
Sembrerebbe che il sopraggiungere della cara Morte rivalorizzi ogni istante di vita; o forse corrobori così tanto l'esistenza da riesumare sensi di colpa fin lì relegati, angusti e stretti, in un angolino e lasciati maturare: l'ultimo racconto citato è un'ammissione d'egoismo così sincera e straziante da paralizzare.

E come mai amiamo raccontare? Per quale motivo Ricordo di un poeta e Inviti superflui tradiscono una necessità di ricamare sul quotidiano fino a vederne le meraviglie nascoste ai più?
Perché nella fantasia dell'inutile, dell'inesistente, riscopriamo l'innocenza gioiosa con ancora la forza di migliorare noi e gli altri: donare qualcosa che sarà ereditato quando lasceremo questa terra.

Ma adesso è arrivato il momento di raccontarvi una storia con protagonista una goccia d'acqua che sale i gradini, non li scende.
Ogni notte risale i gradini delle vostre scale, scivola sinuosa sino all'ultimo e giunge in corridoio.
E che cos'è questa goccia d'acqua?
"Non sarà per caso un'allegoria? Si vorrebbe, per così dire, simboleggiare la morte? o qualche pericolo? o gli anni che passano? o più sottilmente si intende raffigurare i sogni e le chimere? Le terre vagheggiate e lontane ove si presume la felicità? Qualcosa di poetico, insomma? Oppure i posti più lontani ancora, al confine del mondo, ai quali mai giungeremo?
Nessun doppio senso, trattasi ahimè proprio di una goccia d'acqua, a quanto è dato presumere, che di notte viene su per le scale. Tic tic, misteriosamente, di gradino in gradino. E perciò si ha paura."
Profile Image for Bruno.
254 reviews141 followers
December 9, 2015


Vorrei che tu venissi da me una sera d'inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.



Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell'anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. [...] Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della città, le avventure, i vagheggiati romanzi. [...] Fermarci sul ponte di legno a guardare l'acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai.
Profile Image for Andrea.
160 reviews62 followers
July 31, 2021
“La boutique del mistero� venne pubblicata nel 1968 come selezione dei trentuno racconti più significativi dell'intera opera di Buzzati, allo scopo di offrire al lettore il meglio della sua produzione breve. Questi racconti, infatti, erano già apparsi nelle precedenti raccolte: “I sette messaggeri�, “Paura alla Scala�, “Il crollo della Baliverna�, “In quel preciso momento�, “Sessanta racconti� e “Il colombre�. Dopo il 1968, Buzzati pubblicò soltanto un'altra raccolta di racconti inediti, “Le notte difficili�: per questo motivo, si può tranquillamente affermare che “La boutique del mistero� rappresenti davvero il meglio della produzione breve di Dino Buzzati.

Se in alcune delle raccolte precedenti si può percepire un che di ripetitivo, un avvicendarsi di racconti non sempre all'altezza, che a lungo andare possono anche stancare, qui la selezione è davvero perfetta. Difficile trovare dei racconti più deboli o meno riusciti, arduo scegliere i migliori, impossibile toglierne o aggiungerne altri. Pertanto, il lettore che vuole provare con Buzzati ma che è spaventato dalla vastità della sua opera farebbe benissimo a iniziare a leggerlo da questa densa antologia, che ne rappresenta il distillato, la quintessenza, una retrospettiva agile ma a suo modo completa.

Tutti i temi cari a Dino Buzzati sono presenti in questi racconti. In ognuno di essi si può ritrovare un determinato aspetto, una precisa fase della vita umana, un'esperienza unica ed irripetibile, fatta di viaggi e di attese, di dubbi e di misteri, di gioie e di dolori, di nascita e di crescita, di ricordi e di solitudine, di malattia e di morte. Evidenti sono in Buzzati i richiami spirituali, le riflessioni esistenzialiste, le suggestioni metafisiche, le sottolineature di tutto ciò che di più misterioso ed assurdo si nasconde dietro l'apparente normalità delle cose. Con un'immaginazione che fa oscillare la realtà del quotidiano tra il sogno e l'incubo, tra il lucido e l'allucinato, Buzzati impone al lettore gli eterni dilemmi sul senso e sull'(in)utilità della vita, sul tempo che passa e non ritorna, sul destino dell'essere umano. Il grottesco ed il surreale sono quindi metodi prediletti dell'indagine buzzatiana circa i misteri, i paradossi e le debolezze dell'uomo (ed è facilmente comprensibile come alcuni abbiano accostato, più o meno positivamente e pur con le debite proporzioni, l'opera di Buzzati a quella di Kafka). Il fantastico che irrompe nella realtà, lo straordinario che viene scovato nell'ordinario, il divino che si nasconde nel banale, l'irrazionale che coesiste con il razionale, diventano strumenti per aprire uno spiraglio appena visibile sull'ignoto, sull'inspiegabile, sull'inaccessibile che ci circonda.

Se da una parte i messaggi di Buzzati sembrano rivolgersi all'universale, alla dimensione senza tempo e senza spazio, dall'altra emergono tutte le tipiche situazioni del suo presente. Vestendo i panni del cronista, con un linguaggio volutamente accessibile a tutti, Buzzati non si limita a fotografare l'immaginario collettivo e a dipingere la società a lui contemporanea, fatta di compromessi e ipocrisie borghesi, di ossessioni e paure sovversive, di ambiguità e di illusioni, di latenti sensi di colpa e di episodi di violenza, di guerra e di follia collettiva, ma giudica e critica costumi e morale dell'uomo moderno, che sembra aver smarrito quei valori di purezza e di semplicità che ormai sono lontani e sbiaditi ricordi. In quest'ottica, Buzzati sembra accogliere con freddezza anche il mito del progresso, le conquiste della scienza e della tecnica che sì portano maggiore benessere, ma anche nuove paure ed ossessioni, nuove preoccupazioni ed angosce.

Anche le emozioni provocate dai racconti di Buzzati offrono un'ampia gamma di sfumature, dalla commozione all'inquietudine, dalla paura al ribrezzo, dalla sorpresa all'amarezza, dalla malinconia al rimpianto. Oltre a menzionare i capolavori a me già noti, come “I sette messaggeri�, “L'assalto al grande convoglio�, “Sette piani�, “La fine del mondo�, “Racconto di Natale�, “Il cane che ha visto Dio�, “I topi�, “Il disco si posò�, “I Santi�, “Il corridoio del grande albergo�, “Il colombre�, “Riservatissima al signor direttore�, “Le gobbe nel giardino�, “La giacca stregata� e “Ragazza che precipita�, vorrei soffermarmi su alcuni racconti a mio avviso particolarmente significativi, che non avevo ancora letto finora: mentre “Questioni ospedaliere� esaspera una condizione di impotenza e di frustrazione di fronte ad una vita sempre più disumana, che non è poi così assurda e improbabile, “L'uovo� provoca sentimenti di forte amarezza e di volontà di ribellione verso le diseguaglianze e le ingiustizie sociali, sempre attuali; mentre “La Torre Eiffel� è una metafora delle suggestioni, delle fascinazioni, delle sfide e delle ambizioni umane, che portano ad osare e ad inseguire sogni impossibili, “I due autisti� è il triste e straziante, genuino e sentito ricordo da parte di un figlio pieno di riconoscenza ma anche di rimorsi, che si accinge a dare l'ultimo saluto alla madre amorevole, appena scomparsa, in una riflessione a cuore aperto sulle dinamiche famigliari che fa prevalere la verità sulla finzione.
Profile Image for Momčilo Žunić.
248 reviews101 followers
March 10, 2023
Dino Bucati je prodavac koji ne zakida i ne škrtari na svojim tajnama. Njegove priče najčešće se dovode u vezu sa Kafkom ili Borhesom. Međutim, dok su u Kafkinim narativima uglavnom sadržani teskoba, groza i mučnina (što su oseti koji se javljaju i u čitaocu), odnosno, dok Borhesa karakteriše, uslovno, hladni intelektualizam, Bucatijevu prozu obeležava, s jedne strane, neka vrsta vedrog pesimizma ili osenčenog optimizma, a sa druge strane, pitkoća i jednostavnost stila. To je naročito važno, ako kao tematski kišobran pod koji staje većina priča, uzmemo smrt, kao i uz nju prikopčan motiv večnog/beskonačnog.

Tanataloške dominante osvetljavaju se iz raznovrsnihrakursa i smerova, uz razgranatu metaforiku i alegorijsko-parabolične predstave: smrt bližnjeg/bližnjih ("Grbe u vrtu", "Dva vozača"), kućnog ljubimca kome se smrt javlja kroz manifestaciju opadanja moći ("Bolesni tiranin"), život sa one strane ("Napad na veliku povorku", "Sveci"), smrt kao poslednje vreme/apokalipsa("Kraj sveta" ili "Nešto se desilo"), otelotvoreni usud koji dolazi po svoje ("Ogrtač" ili "Kolumbar"), grčevito držanje za život zadnjim atomom snage (minijatura "Bubašvaba"), smrt onih koji "love a ulovljeni su" ("Zečevi na mesečini"), večni život nakon smrti, odnosno večita smrt u životu ("Sećanje na pesnika"). Pokušaji da se dosegne beskonačnost protežu se horizontalno poput večitog širenja ("Sedam glasnika", "Ratna pesma"), ili vertikalno, i to kao put na gore ("Ajfelova kula"), ali i na dole ("Devojka koja propada"), pri čemu put kroz prostor metaforički predstavlja put kroz vreme/životni vek - što će reći da uvek ostajemo na pragu tanatološkog.

Pa ipak, da ne bude straha od tolike smrtolikosti, Bucati umešno koristi humor (ponekad i na sopstveni račun: "Strogo poverljivo gospodinu direktoru") i paradoksalne/apsurdne obrte (recimo, "Hodnik velikog hotela" ili "Devojka koja propada"), čime prozu najčešće prevodi na ambivalentnu, vedro-pesimističku ravan spočetka spomenutu. On takođe spravlja i veoma neobične žanrovske koktele, što je možda najočiglednije i najinventivnije u narativima naizgled baziranim na katoličkim moralijama ili pričama o svecima, od kojih na prvu loptu očekujemo jednostranost i pedagogiziranje ili, ako hoćemo, popovanje i dosadnjikavost. Po tome je, čini se, izuzetno originalan, mogućno i prvi od svoje vrste. Takav amalgam ostvaren je u "Tanjiru koji se spustio" gde se katoličansko spaja sa SF-om (sveštenik od vanzemaljaca saznaje da žive u blagostanju jer nisu počinili prvobitni greh!), potom u "Psu koji je video boga" u kome je moralizatorsko spojeno sa distopijskim elementima bogohulne sredine, kao i u "Svecima" koje posmrtni život i čuda ironijski tretiraju, da bi u sliku onostranog istovremeno uveli komično intoniran birokratizam.

Među kafkijansko i borhesovsko užljebiti i ono bucatijevsko.
Profile Image for Hazal Çamur.
183 reviews224 followers
Read
June 17, 2017
Her öüde bir başka anlam, her öüde bir başka derinlik karşıladı beni. Tanrıyı görmüş bir köpekten evleri istila eden farelere, ilk günahı işlememiş uzaylılardan bir su damlasının gotik öüsüne dek binbir çeşit kurgu aynı kitapta toplanmış. Hepsi, Dino Buzzati'nin mesajlı ve gerçeküstücü kurguları, Rekin Teksoy'un ise yetkin çevirisiyle birleşmiş.

Buzzati'nin bu kitaptaki her bir hikayeden ayrı bir tat ve keyif aldım. Kitap incecik, öüler oldukça kısa olsa da, birinden diğerine geçmek kolay değil. Öyküdeki mesajları ve eleştirileri özümsemek, buruk tebessümler etmek ya da kara kara düşünmek için bir parça zamana ihtiyacı oluyor insanın. Eseri 1 haftada bitirme nedenim de budur. Birinden diğerine hızlı hızlı atlamama izin vermeyen, durup düşünmeme için sanki eliyle yanındaki boşluğa pat pat vurarak beni çağıran bir Buzzati vardı orada.

Ben şanını hak eden bir ustadan güzel öüler dinledim. Yaşı ve tecrübesi benden oldukça fazla bir büyüğümden güzel öğütler aldım. İyi ki okudum.
Profile Image for ©.
406 reviews72 followers
September 24, 2022
31 "quadri", selezionati e raccolti dall'autore stesso. Un campionario unico di surrealismo delicato e devastante. Ogni racconto ti accompagna all'interno di te stesso e ti lascia là, con le ruote del pensiero ancora in movimento. Credo che "Inviti superflui" sia una vetta assoluta, raramente raggiunta da altri.
Profile Image for Ana Tijanić.
77 reviews37 followers
January 7, 2020

Sedam glasnika- 3
Napad na veliku povorku- 5
Sedam spratova- 5
Ipak kucaju na vrata- 5
Ogrtač- 5
Nešto što počinje na L- 5
Ratna pesma- 5
Nešto se desilo- 5
Miševi- 4
Bolesni tiranin- 5
Sveci- 4
Hodnik velikog hotela- 3
Sećanje na pesnika- 5
Kolumbar- 5
Strogo poverljivo gospodinu direktoru- 5
Grbe u vrtu-5
Začarani sako- 5
Ajfelova kula- 3
Devojka koja propada- 5
Profile Image for Arzu.
194 reviews34 followers
December 2, 2015
okuma hazzını çoğaltan, yaşama coşkusunu, insan olma hüznünü hatırlatan yazarlar da olmasa n’aparız biz? iyi ki varlar, iyi ki..

düşünmek, sızıyı hissetmek, acıyı anlamak için yavaş yavaş okutuyor kendini.. elbet kitap bitiyor ama hamam böceğinin titreyen bacağı, merhamet ve adalet üzerine düşündürmeye devam ediyor..
Profile Image for Ubik 2.0.
1,028 reviews288 followers
August 12, 2021
31 storie di magia quotidiana

Ricordo diversi esempi di raccolte di racconti improntate al mistero e all’arcano soprattutto nella narrativa in lingua inglese o latino americana ma, pur nei limiti della mia relativa conoscenza, ho l’impressione che costituiscano una rarità nel panorama letterario italiano, cosa che contribuisce a rendere La boutique del mistero un’opera alquanto originale nel suo genere.

Lo stile è particolarmente limpido e lineare, ma il disagio conferito dai temi inquietanti e oscuri si insinua in modo progressivo e appena percettibile nella mente del lettore, soprattutto nei racconti in cui il brivido non proviene da minacce concrete e prevedibili nel loro svolgersi, ma scaturisce da sensazioni inafferrabili, astratte e surreali che è facile sottovalutare inizialmente o archiviarle come fissazioni, come possono essere ad esempio uno sgocciolio o un pesce d’alto mare.

Non è facile immaginare ben trentuno racconti di questa tipologia senza cadute nello scontato o nel ripetitivo, eppure Buzzati riesce nell’impresa ed ogni breve incipit introduce in un mondo a parte in cui non si sa quasi mai da che parte arriverà la rivelazione fatale, ma si percepisce che comunque arriverà.

Come si diceva, ciò accade quanto più la minaccia appare vaga e non immediatamente riconducibile a un pericolo evidente e quindi, pur evitando di definire una precisa gerarchia fra le singole storie, il risultato che più si avvicina alla perfezione, almeno a mio parere, è il racconto Qualcosa era successo.
In questo caso il momento della rivelazione non arriva mai e resta soltanto la progressiva sensazione di disagio, preoccupazione, terrore, panico che, da un treno in corsa (e con l’imbarazzo che impedisce di condividere la paura istintiva con gli occasionali compagni di viaggio) si percepisce nei volti e negli atteggiamenti degli individui intravisti per un istante dal finestrino.
Un formidabile racconto breve costruito tutto su sfumature e dettagli che lascia un senso di angoscia che si protrae anche dopo l’ultima riga.
Profile Image for LW.
357 reviews85 followers
August 30, 2020
Come conigli sotto la luna

Adesso c'è la luna quieta, le finestre sono spente, la fontana non getta più: silenzio. Sul prato quattro cinque piccole macchie nere. Ogni tanto si muovono con buffi salti veloci, senza il minimo rumore. All'ombra delle aiole, come aspettando. Sono i conigli. Il giardino, l'erba, quell'odore buono, la quieta luna, la notte così immensa e bella che fa male dentro per incomprensibili ragioni, tutta la notte meravigliosa è loro. Sono felici? Saltellano a due a due, non viene dalle loro zampe il più lieve fruscio. Ombre, si direbbero. Minuscoli fantasmi, genietti inoffensivi della campagna che intorno dorme, visibile sotto la luna[..]Ma i conigli stanno con le orecchie tese, aspettano, che cosa aspettano? Sperano forse di poter essere ancora più felici? Là, dietro al muretto, nel cunicolo che viene dal tombino, dove all'alba si nascondono a dormire, è tesa la tagliola. Loro non lo sanno. Neppure noi sappiamo, quando insieme agli amici si gioca e si ride, ciò che ci attende, nessuno può conoscere i dolori, le sorprese, le malattie destinate forse all'indomani. Come i conigli noi stiamo sul prato, immobili, con la stessa inquietudine che ci avvelena. Dove è tesa la tagliola? Anche le notti più felici passano senza consolarci. Aspettiamo, aspettiamo. E intanto la luna ha compiuto un lungo arco nel cielo. Le sue ombre di minuto in minuto diventano più lunghe. I conigli, con le orecchie tese, lasciano sull'erba illuminata mostruose strisce nere. Anche noi, nella notte, in mezzo alla campagna, non siamo più che ombre, fantasmi scuri con dentro l'invisibile carico di affanni. Dove è tesa la tagliola?


La boutique di Buzzati mi ha sorpreso per potenza narrativa e poesia ,profondità, ironia e delicatezza, con dei pezzi davvero molto pregiati ! E il mistero ? Di che si tratta?
Il mistero è l'enigma dell'esistenza, è qualcosa che è parte integrante della normalità delle nostre vite, che ogni giorno ci pone nuove sfide :tra l'angoscia di fronte all'ignoto , l'inquietudine dell'attesa che avvelena l'anima, la paura di non farcela ,la nostalgia del tempo che non torna più,
gli inciampi nelle gobbe sempre più numerose del proprio giardino e l'impazienza di nuove scoperte e nuove partenze...

Tra i 31 racconti per me a 5 stelle: Inviti superflui , Il mantello , Conigli sotto la luna , Le gobbe nel giardino , I sette messaggeri , Il colombre , La giacca stregata, sette piani e l'ultimo, I due autisti ,che chiude la raccolta con una forte commozione

ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa , al paragone della quale il granito è burro. E non basta un'eternità per cancellarlo
Profile Image for Silvia Sirea.
152 reviews129 followers
January 9, 2016
Dopo aver letto Il deserto dei Tartari, non mi aspettavo di trovarmi davanti ad un'altra opera dello stesso autore di quasi pari intensità. Ma è questa la realtà dei fatti.
La boutique del mistero è una fantastica raccolta di racconti. Vita, morte, malattia, sogno, ricordo: è un'opera dalle mille sfaccettature. Pagina dopo pagina, parola dopo parola, il lettore si trova a fronteggiare l'inaspettato che è nascosto nella vita di ogni giorno.
Il "mistero" del titolo è semplicemente la vita. Triste, felice, malinconica vita. In alcuni dei racconti capita di trovare coinvolto Buzzati in prima persona ed è quello il momento in cui ci si sente più affini all'animo dello scrittore. Anche i racconti più brevi riescono ad avere un impatto sferzante, ma la delicatezza che pervade le pagine è sublime.
In ogni racconto di questa raccolta si percepisce chiaramente una peculiarità dell'animo umano. Tra fantasia e superstizione, realtà e sogno, il lettore è trascinato emotivamente nel vortice delle parole per poi rimanere stupefatto di ogni risvolto che le storie prendono.

"C'è in voi uomini, una specie di vergogna... Ci tenete a mostrarvi cattivi, peggio di quello che siete, così va il mondo!"

La capacità di Buzzati di scandagliare l'animo dell'uomo che ho riscontrato ne Il deserto dei Tartari, l'ho ritrovata anche ne La boutique del mistero, rimanendone piacevolmente colpita.

"Anche noi, nella notte, in mezzo alla campagna, non siamo più che ombre, fantasmi scuri dietro l'invisibile carico di affanni".

Impossibile decidere quali tra i racconti sia il mio preferito. Ognuno di essi mi ha lasciato una sorta di filo, attorcigliato al cuore, che sa da che parte tirare.
Buzzati mi ha fatto sorridere, tremare e commuovere - e penso che questo basti a consigliarvene la lettura.
Profile Image for Mayk Can Şişman.
354 reviews222 followers
February 1, 2021
İtalyan yazar Dino Buzzati’nin öülerine bayıldım... Her öüde farklı bir lezzet var. Hiçbiri birbirine benzemiyor gibi duruyor ama aslında kesişim kümeleri çok. ‘Tanrı’yı Gören Köpek’le beraber Buzzati artık favori yazarlarımdan. Kitaptaki favori öülerim: ‘Yedi Kat�, ‘Pelerin�, ‘Dünyanın Sonu�, ‘Tanrı’yı Gören Köpek�, ‘Hastane Sorunları� ve ‘Büyük Otelin Koridoru�...
Profile Image for Deniz Balcı.
Author2 books777 followers
January 24, 2024
Dino Buzzati’nin öüleri muazzam, mu-az-zam yahu!

Böylesi bir kitapla bu kadar geç buluştuğum için kendime biraz kızgınım, bunu söyleyerek başlayayım. Öte yandan senenin ilk şiddetle önereceğim kitabı olduğunun da hemen altını çizeyim!

Kendine ait şahane bir evreni olan Buzzati’nin tekinsiz, absürd, zaman zaman gerçeküstü bir düzlemde kaleme aldığı öüleri inanılmaz akılda kalıcı, hayranlık uyandırıcı ve düşündüren cinsten. ‘Yedi Kat�, ‘Tanrıyı Gören Köpek�, ‘Yedi Ulak�, ‘Uçan Daire� gibi öüler eşi benzeri olmaz nitelikte, parlayan mücevherler resmen. Öykü konusunda çabuk sıkılan bir okurum. Henüz birkaç öü okumuşken romanları özlerim. Öykünün matematiği ve tasarrufu bende bir tür dikkat anksiyetesi yaratır. Fakat Buzzati, bu denklemi bozan bir yazar oldu; konsantrasyonum hiç dağılmadı. Her öü anlatısını sunduğu evren ile genişletmeyi başarmış ayrı birer eser olarak ele alınabilir.

İnsanın din konusundaki ikiyüzlülüğünü gözler önüne seren, kitaba ismini veren öüde de görüldüğü üzere Buzzati insanın eksiklikleri, yanlışlıkları, aptallıkları üzerine gitmeyi; bunları deşmeyi seviyor. Fantastikleştirdiği ayrıntılarda Kafkavari oyunlar yaparak, anlatısının gücünü arttırıyor. Her şeyi çok dozunda ve sağlam kullanıyor. Basit kıssadan hisse öülerine dönüşmeden, okurlara dersini de veriyor.

‘Yedi Kat� isimli öü, hayatım boyunca okuduğum en iyi birkaç öüden biri, bunu da söylemeden geçmeyeyim.

Çok keyif aldım. Uzun zamandır okuduğum en iyi hikaye kitabı. Herkese tavsiye ederim!
Profile Image for Elisa.
65 reviews86 followers
February 17, 2012
Un Esopo 2.0: storia di un titolo totalmente inventata dal lettore di turno secondo la propria intuizione

Ora non ditemi, vi prego: perché vai discorrendo di queste orribili tristezze, la vita è già così breve e difficile per se stessa, amareggiarci di proposito è cretino; in fin dei conti queste tristezze non ci riguardano, riguardano solo te. No, io rispondo, purtroppo riguardano anche voi, sarebbe bello, lo so, che non vi riguardassero.

La boutique del mistero: non il negozio, lo spaccio, il magazzino, la rivendita. La boutique, trés chic. Un luogo dove il cliente di classe entra e viene servito e riverito. Dopo aver provato la merce, per non rendere la visita un banale atto d'acquisto, vien fatto accomodare su un comodo canapè e un'orda - ma un'orda gentile - di commessuole e ometti incravattati lo seppellisce - gentilmente - sotto chiacchiere e pasticcini. Il luogo in cui comprare senza sentire lo stress dell'acquisto, l'angoscia della scelta, la pugnalata dello sguardo del commesso che ti squarcia la schiena mentre tentenni un po' troppo tra due tonalità di golfini. "Guarda un po' - si dice il cliente - sebbene mi abbiano estorto un rene voglio persino tornarci al più presto".
Una boutique che, però, per l'occasione vende mistero. Per pure ragioni di mercato, un incrocio inaspettato di domanda e offerta: i golfini non rendono più come una volta, ora il mistero è il trend del momento. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Forse è sempre stato sulla cresta dell'onda delle preferenze dei lettori, la lettura perfetta da incastrare fra un turno di lavoro e una seduta davanti ai fornelli di casa. Be', è giunto il momento di diversificare l'offerta. Volete mistero? E che mistero sia: con poltrona, pasticcini, chiacchiere e canapè.

Entriamo nella boutique. Ci sono dentro trentuno racconti piuttosto brevi, adatti a una lettura a piccoli sorsi. Ne finisci uno, riprendi la tua vita, ci ritorni comodamente senza bisogno di chiedere al commesso dov'eri rimasto, chi era chi, perché questo personaggio ora dice che. Cominci a sorbire la bevanda e già ci sei dentro: scene teatrali ricavate da innocui saloni aristocratici, gocce che risalgono scale di condomini, storie di cani, conigli e topi.

Cliente lettore: I topi son strani forti, però, dapprima in casa sono due o tre e talmente piccoli che fa pena ucciderli, poi pian piano crescono, di numero e di stazza, e finisce che se non stai attento ti calpestano pure. Ma che ci voleva ad ammazzarli? Evidentemente i padroni di casa non potevano, chissà. Che mistero, che mist... Che avete aggiunto a questo tè? Mi sento come un magone, un nodo qui, forse è il calore dell'ambiente che mi scombussola la pressione. Mi fermo un attimo, vado a far la spesa e torno, voi aspettatemi eh!

Il magone non va via. Si assopisce un attimo con l'aria fresca, ma appena il tuo sguardo sfiora i referenti reali del racconto (ospedali, cani, il mare, una goccia che traballa dalla grondaia), tutto riemerge e annoda, stringe.

Cliente lettore: I topi... Non riesco a levarmi dalla testa quei topi. To', guarda, Giovanni mi ha chiamato. Che si impicchi, lui e i suoi problemi. Se non gli piacciono certi miei comportamenti, che si cerchi un altro: io sono io e di qui non ci si muove. D'altronde, tutto va bene, è solo lui a vedere il nero ovunque. Certo che, però, i topi...

(Un'ora dopo)

Sono stato gabbato! grida il lettore rientrando nella boutique, in preda agli spasmi. Mi avete avvelenato il tè, volevate forse uccidermi? Voi, con quel vostro peso sullo stomaco, non sopportavate l'idea che gli altri andassero felici e leggiadri nelle loro scarpe lucide, dovevate diffondere il morbo, far ammalare l'intera comunità. Volevo un libro che mi raccontasse di fantasmi e mantelli neri, voi ce li avete messi - sì, non lo nego - ma come è che invece di farmi paura finiscono per farmi danzare tra la commozione e la tristezza? Com'è che ora tutti i miei sentimenti, tutte le mie meschinità sono indissolubilmente legate a una storia? Non è forse offensivo paragonarmi a un cane a mia insaputa? Non è crudele spiattellarmi in faccia il fiele dell'amore? Si può forse vivere così, stando attenti alle ombre che si allungano alle spalle di una combriccola di conigli sotto la luna?

Direttor Buzzati: E' possibile e giusto, caro cliente. La nostra boutique vanta riconoscimenti su riconoscimenti, persino da parte dei consumatori che, guarda caso, dopo un attimo di perplessità, sentono il bisogno di ritornare. Non è tanto per il nostro Tè del Magone (DOP), sa: è il pasticcino, col suo gusto leggero e velato, ad allentare un poco il vostro nodo alla gola (che poi non si respira più, noi non vi vogliamo mica sulla coscienza, vogliamo solo il bene per voi). Quel carico di paesaggi e poesie costruite sul quotidiano, su un cumulo di palazzi o su un povero giardinetto privato, persino su un uovo di cartone colorato: è quello a smorzare l'amaro, a rendere più sostenibile la prova. Oh, denunce ne abbiamo avute, e a bizzeffe: ma, chissà come, tutti i clienti dopo un breve periodo si sono diretti in questura a ritirare le proprie. Senza che noi si facesse qualcosa per forzarli, si intende. Le autorità ci hanno riferito che le giustificazioni erano le più strambe: chi parlava di tende nere atte a coprire usci di case per bene mentre fuori imperversava la tempesta, chi di mostri marini mitologici diversi dalle apparenze. La curiosità è stata tanta che, quando abbiamo riferito loro che tutto si collegava ai nostri trentun racconti in vendita, ci siamo trovati l'intero esercito appollaiato sui canapè della boutique.

Ah! La vedo più rilassata. Non vorrebbe, forse, un altro sorso di tè?

Cliente: Sì, grazie. Ma con poco zucchero.
Profile Image for Martina ⭐.
133 reviews41 followers
October 5, 2022
I trentuno racconti più famosi di Buzzati, nei quali troviamo uno spettro onnipresente: l'uomo.
L'uomo e le sue paure, fragilità, contraddizioni, riflessioni, stupori e debolezze.
Alcuni racconti mi hanno personalmente colpita di più (" Il mantello", "Il cane che ha visto Dio", "Il colombre", "L'uovo"), mentre altri non sono riusciti ad entusiasmarmi completamente ("Una goccia", "Conigli sotto la luna").
Nel complesso si tratta di un'opera eccellente e profonda, dove ogni storia, che sia breve o lunga, ci lascia ottimi spunti di riflessione e con l'idea che in ogni piccola narrazione ci sia un pezzo di noi stessi.
Profile Image for Dagio_maya .
1,038 reviews321 followers
October 7, 2024
”Non esiste, io sospetto, frontiera, almeno nel senso che noi siamo abituati a pensare.
Non ci sono muraglie di separazione, né valli divisorie, né montagne che chiudano il passo. Probabilmente varcherò il limite senza accorgermene neppure, e continuerò ad andare avanti, ignaro. �



Noi lettori e lettrici, cerchiamo spesso, di fronte ad una raccolta, di legare assieme i racconti.
Vogliamo trovare il cosiddetto fil rouge, la traccia di un messaggio unico.
Spesso ci arrendiamo accorgendoci dell’illusione: i racconti sono come piccoli mondi a sé stanti.
Idee narrative, scorci autobiografici o lampi fantasiosi.

C’� qualcosa qui, tuttavia, che incuriosisce molto: il titolo.
Ero convinta � come molte volte accade- che fosse il titolo di uno dei racconti inclusi, invece no.

Allora penso che questa boutique si riferisca all’insieme della raccolta come se fosse un negozio (non qualsiasi ma una boutique!) e i misteri semplicemente i temi della vita, anzi, per meglio dire “il mistero dell’esistenza� ecco trovato il fil rouge per quanto mi riguarda.

Trentuno racconti che mentirei a dire di aver trovato tutti sullo stesso piano ma sicuramente tutti in grado di comunicare la grandezza di questo mistero chiamato vita.

I miei preferiti sono quelli che spostano le coordinate dell’azione perché spesso dimentichiamo come l’esistenza in sé sia un miracolo e rimaniamo sconvolti quando lo scorrere delle cose non è più consueto.
Ciò che non conosciamo, ciò che non possiamo spiegare.

La penna di Buzzati è preziosa degna di una boutique raffinata.
Le idee narrative sono di una semplice genialità.

Partendo dal primo racconto (" I sette messaggeri ") dove in una terra fantastica un giovane parte per esplorare il regno: dove saranno i confini mai tracciati?
Più cammina, tuttavia, più si rende conto dell’impossibilità della ricerca. I sette messaggeri assoldati per avere e dare notizie dalla e per la città ritornano dopo intervalli sempre più lunghi.
Più ci allontaniamo dal nostro centro più sarà impossibile fare ritorno. L’impazienza di conoscere l’ignoto ci separa sempre più da ciò che ci lasciamo alle spalle.

La mancanza di pazienza è presente anche ne “L’assalto al Grande Convoglio � e nel geniale “Sette piani�. E’un impeto umano quello di correre accorgendosi solo all’ultimo che questa corsa non fa altro che avvicinare alla fine del tutto: la morte.

I miei preferiti (oltre ai succitati) sono :

- “La goccia� («Una goccia che sale i gradini!»)

- “La fine del mondo�

- “Il disco si posò� (”E che significa la vita se non c’� il male, e il rimorso, e il pianto?�)

- “Il cane che ha visto Dio� (”Che peso, la presenza di Dio per chi non la desidera.)

- “Qualcosa era successo� (”Nessuno diceva niente. Nessuno voleva essere il primo a cedere. Ciascuno forse dubitava di sé, come facevo io, nell’incertezza se tutto quell’allarme fosse reale o semplicemente un’idea pazza, allucinazione, uno di quei pensieri assurdi che infatti nascono in treno quando si è un poco stanchi.�)

- “Conigli sotto la luna� (”Come i conigli noi stiamo sul prato, immobili, con la stessa inquietudine che ci avvelena. Dove è tesa la tagliola? Anche le notti più felici passano senza consolarci. Aspettiamo, aspettiamo. E intanto la luna ha compiuto un lungo arco nel cielo. Le sue ombre di minuto in minuto diventano più lunghe. I conigli, con le orecchie tese, lasciano sull’erba illuminata mostruose strisce nere. Anche noi, nella notte, in mezzo alla campagna, non siamo più che ombre, fantasmi scuri con dentro l’invisibile carico di affanni. Dove è tesa la tagliola? Al lume favoloso della luna cantano i grilli. �)

- “Le gobbe nel giardino� (”questa faccenda delle gobbe del prato accade a tutti, e ciascuno di noi, mi sono spiegato finalmente, è proprietario di un giardino dove succedono quei dolorosi fenomeni. È un’antica storia che si è ripetuta dal principio dei secoli, anche per voi si ripeterà. E non è uno scherzetto letterario, le cose stanno proprio così. �

E lo struggente “I due autisti� che chiude la raccolta:

”Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. E io non posso rimediare. Espiare soltanto, semmai, sperando che lei mi veda.�
Profile Image for I Mondi Fantastici.
245 reviews21 followers
July 11, 2021
Adoro Buzzati, credo sia una grande penna del fantastico italiano troppo sottovalutato. Fortunatamente si sta iniziando, piano piano, un certo recupero, anche nelle scuole, ad esempio inserendo alcuni racconti nelle antologie. E' stato proprio così, dalla lettura di un racconto ("Il colombre"), che mi sono appassionato all'autore e ho cercato altre opere, imbattendomi in questa raccolta.
Come tutte le raccolte, i racconti sono variegati, sia come lunghezza, sia come riuscita, a mio parere. Alcuni non mi hanno convinto, altri li considero davvero un piccolo grande capolavoro. Penso al Colombre o alla Giacca Stregata: hanno un fascino magnetico, incollano il lettore fino alla fine, con quello stile leggero, diretto, scorrevole, che incanta anche i giovani di oggi.
Una lettura consigliata, soprattutto a chi fatica a trovare un romanzo che lo aggrada, perché con un'antologia si può leggere un racconto al giorno o quando si ha tempo e poi riprendere più avanti. La scorrevolezza del testo e l'attualità del messaggio fanno di Buzzati un classico del Novecento.
Profile Image for Milan.
Author13 books119 followers
October 1, 2019
Znate onaj osećaj kada čitate nešto što vam se mnogo dopada, ali ne samo zato što je to odlično, zato što svojim stilom i tematikom prija vašem umu i mašti već ima i nečega drugog? Onaj osećaj kada osećate neku ličnu povezanost sa piscem, kada osećate da znate čoveka čiju knjigu čitate? E to sam osećao dok sam čitao priče Dina Bucatija iz zbirke „Prodavnica tajni�. I hajde, kao, malo da vidim nešto o njemu, kad ono međutim. Dino Bucati je, iz nekih razloga apsurdnijih od njegovih priča, upisao i završio pravni fakultet, ali se nikada nije bavio pravima već je bio pisac, slikar, dramatrug, stripadžija, pisac libreta za opere, pesnik, dizajner kostima za pozorište, novinar� Nije voleo buku i gužvu, bio je povučen i voleo je prirodu, ateista� Svaka slučajnost sa Mikijem je slučajna. :)

Inače, odlične priče (neke priče iz ove Lagunine zbirke sam ranije već čitao), liči na Kafku i Borhesa, ali je sasvim osoben i autentičan� Čitaću ih ponovo� Napisao sam jedan, malo ličniji, tekst o Bucatiju koji možete pročitati ovde:
Profile Image for Anna Ricco.
188 reviews25 followers
November 22, 2022
Sarcastici,catastrofici, umoristici e terrificanti.. questa raccolta di racconti di Buzzati è decisamente la miglior raccolta letta finora. La mia preferita è sette piani.. lui è davvero uno scrittore potente e che sa coinvolgere il lettore anche con gli scritti brevi. Assolutamente da recuperare ✌️
Profile Image for miledi.
114 reviews
October 14, 2019
31 racconti che spaziano dal surreale al fantastico, dall’umoristico al grottesco, dall’inquietante all’horror. A Buzzati bastano poche pagine per creare storie dal fascino misterioso, per scandagliare con disarmante precisione il rapporto tra l'uomo e l'imprevedibilità del reale.
I racconti sono godibili, sottilmente torbidi, mai sopra le righe. I miei preferiti: Sette piani, Il mantello, Il Colombre, ma soprattutto “Inviti superflui�, semplicemente meraviglioso.

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. "Ti ricordi?" ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.
(da “Inviti superflui�)
Profile Image for Paola.
760 reviews153 followers
December 14, 2010
Dino Buzzati con quieto dolore, rassegnazione stanca, a volte con guizzi di ironia, con una prosa che pare poesia, ci racconta il mistero dell'umana condizione. L'amore, il potere, l'uomo e il suo rapporto con Dio.
Solo come sa fare lui, senza giudizi, critiche, insegnamenti morali, ricette per il cambiamento. Pare ci dica: ecco così siamo, così é la vita. Non é bene né male.
Potremmo fare di meglio, essere uomini migliori, ma così non é.
E questo si, questo si che fa male.
Un velo di tristezza a lettura ultimata rimane.
E nel cuore e per sempre mi rimarrà il racconto Inviti superflui (il mistero dell'amore).
Lo so quasi a memoria.
Profile Image for DS25.
482 reviews14 followers
June 4, 2021
Si trovano tutti i miei racconti preferiti di Buzzati, dai "sette piani" a "il cane che aveva visto Dio" a "I Santi", ma anche alcune novità che non avevo letto e che mi rimarranno dentro, come l'angoscioso "Il Colombre" e "La Giacca Stregata".

Anche in quelli nuovi si ritrovano i soliti temi: l'angoscia e l'ossessione, la petulanza del buon comportamento, del buon fare, dell'essere inquadrati. L'infinita fantasia urbana di Buzzati riempie i racconti di sfondi antichi dove, però, si può ritrovare il contemporaneo sfogo verso una realtà insoddisfacente.
Profile Image for Bonadext.
63 reviews29 followers
September 3, 2017
Ho acquistato questo libro un po per caso, diciamo che il titolo mi ha incuriosito non poco. La parola “mistero� ha sempre una forte attrattiva su di me...
Nella quarta ce scritto che i racconti sono stati disposti in un ordine preciso da Buzzati stesso e devo dire che l'ho apprezzato molto, è un crescendo di bellezza, un alternarsi di piccole perle che fluttuano nel “vuoto-esistenziale� dell'animo umano, è un percorso senza fine che prosegue da “Il deserto dei tartari� un'alternanza di paure, solitudine, inquietudini, morte, cose non dette, e tanti piccoli misteri che vengono racchiusi tutti in Quello più grande... il mistero della vita.
Dopo i primissimi racconti che non mi hanno detto granchè, è iniziato un crescendo di veri e propri racconti meravigliosi, delle vere e proprie perle, dove Buzzati da il meglio si se. Attraverso mondi antichi e paesaggi favolistici ma anche reali e attuali, con una scrittura semplice senza tanti giri di parole o descrizioni superflue, è riuscito a “toccarmi� interiormente e portarmi alla riflessione. E con quella sensazione mista alla malinconia e alla voglia di vivere, mi ha “regalato� il piacere della lettura che solo i grandi scrittori riescono a trasmettermi.
Sono tanti i racconti che vorrei citare e che meritano davvero, ma preferisco segnalarne solo uno, che mi ha commosso, di una bellezza disarmante, poesia pura: Inviti superflui.
Profile Image for Argos.
1,184 reviews446 followers
September 20, 2019
Büyüklere masallar, 16 masalın hepsinden ayrı kıssadan hisse çıkarılıyor. İnsan ve yaşam üzerine, zayıflıklarıyla, ikiyüzlülükleriyle, hırslarıyla insanlar, insancıklar... Alegorilerle süslediği öüleri kıvrak kalemiyle aktaran Buzatti’yi bir kez daha hayranlıkla okudum.
Profile Image for Tanabrus.
1,960 reviews185 followers
December 15, 2017
Di solito non vado pazzo per i racconti, mi danno un senso di.. incompiuto.
Questi però li adoro, sono di una poeticità incredibile.
Profile Image for Giorgia Monni.
95 reviews18 followers
February 11, 2021
Di questi racconti, vorrei parlare di alcuni che mi hanno rapita: Sette piani, Eppure battono alla porta e Inviti superflui. Mi hanno fatta riflettere e sono giorni che incessantemente continuo a ragionarci su. I primi due hanno in comune il tema dell’incapacità di prendere atto della realtà. I protagonisti ignorano apertamente ciò che sta per incombere su di loro (nel primo caso il progredire della malattia, nel secondo l’arrivo del fiume) e ricercano una causa esterna che possa rassicurarli. In “Sette piani� questo è ancora più lampante: pur di non ammettere l’evidenza, il protagonista finge di credere a ciò che gli viene rifilato come verità dai dottori e dal personale dell’ospedale.
“Inviti superflui� invece tratta di un tema molto differente. Parla dell’idealizzazione e della nostalgia avvertite dal protagonista, che in un lungo monologo immagina di fare determinate esperienze con la donna che ama. La donna in questione però è ben diversa da quella che vive nella fantasia del protagonista. Penso che a tutti sia successo di idealizzare una persona, un rapporto o il passato: in questo racconto Buzzati mette per iscritto questo sentimento così umano e allo stesso tempo così controverso.
“Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno, e stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo�.
Profile Image for Neli Krasimirova.
203 reviews97 followers
March 22, 2021
Bu seçkinin bir kısmını daha önce Milliyet Yayınları’ndan okumuş ve çeviriyi pek sevememiştim. Yine geçtiğimiz yıl DeliDolu’nun “Yedi Ulak� ismiyle bastığı seçkiyle çok az farkı olan bu baskıyı Rekin Teksoy çevirisiyle okumuş olmaktan çok mutluyum. Buzzati her ne kadar politik yazmadığını söylese de içinde olduğumuz coğrafyada politikadan okumamak çok elimde olmadı.
İçindeki 23 öüden benim için ilk beş (sırasız olarak):
� Tanrı’yı Gören Köpek
� Fareler
� Yedi Kat
� Savaş Türküsü
� Hamamböceği
Profile Image for Maria Di Biase.
314 reviews77 followers
January 10, 2021
Quando fu pubblicata, nel 1968, La boutique del mistero aveva come sottotitolo �31 storie di magia quotidiana�, a rimarcare l’idea del titolo e il presentimento che una certa forza misteriosa si nasconda nei posti più sicuri; nell’abitudine, nella rassicurante ripetizione di gesti e situazioni. Una specie di imprescindibile, per i lettori di racconti e per gli amanti del fantastico stra-ordinario.

Menzione d’onore a Ragazza che precipita:
Profile Image for Branislav.
53 reviews13 followers
August 10, 2024
Bucatijeva imaginacija je neprevaziđena! Ova kolekcija od 31 kratke priče obiluje idejama koje se samo izvanrednom, kreativnom umu mogu javiti. To su priče iz života koje mešaju ovozemaljsko i fantastično, bajkovite, apsurdne, kafkijanske, depresivne, poučne... Ako bih morao da ocenjujem pojedinačno, otprilike bi bilo ovako:
3 zvezdice - 3 priče
4 zvezdice - 17 priča
5 zvezdica - 11 priča
Zadovoljstvo je bilo počinjati svaku sledeću priču sa iščekivanjem kakve nove genijalnosti i zaista retko koja je razočarala. Stil pisanja je lep i odiše nekom lepršavošću i pitkoćom. Ako bih morao da izdvojim nekoliko priča:
- Ipak kucaju na vrata
- Miševi
- Ajfelova kula
- Pas koji je video boga
- Devojka koja propada
- Nešto što počinje na L
Profile Image for Devero.
4,866 reviews
November 8, 2023
Una buona antologia di 31 racconti brevi con una profonda nota surreale.
Vi ho ritrovato molte volte il tema dell'interpretazione della realtà, o della non accettazione della stessa che ne fa spesso il cervello umano. Se alcuni racconti hanno una chiara origine nella matematica (I Sette Messaggeri) altri la usano come base per la negazione della realtà che il protagonista stesso ne fa (Sette Piani, La Fine del Mondo, Le Gobbe nel Giardino, La Ragazza che Precipita, Eppure Battono alla Porta) e in generale Buzzati insiste a presentare sotto forma di metafora una morale. Non mancano pezzi dal sapore autobiografico, come "Riservatissima al Sig. Direttore" o "I Due Autisti", magari una biografia immaginaria come potrebbero essere "Ricordo di un Poeta" o "Questioni Ospedaliere". Quelli che però mi hanno colpito maggiormente sono i racconti incentrati sulla religione e su "Dio" nominato ma mai descritto, e su come gli uomini spesso ci si rapportano. I migliori, a mio parere, sono "Racconto di Natale" e "Il Cane che Ha Visto Dio", ma anche "Il Disco si Posò" e "I Santi" sono più che gradevoli.
Ci sono poi racconti dal sapore Lovecraftiano o comunque weird, come "I Topi" che non può non far ricordare "Rats in the Walls" appunto di Lovecraft; "Una Cosa che Comincia per Elle", "Una Goccia", il notevole "Lo Scarafaggio". Infine ci sono i racconti di fantasmi come "L'Assalto al Grande Convoglio" e "Il Mantello", c'è "Il Colombre" e c'è "La Giacca Stregata" che ribalta le storie popolari in cui alla fine si gabba il Diavolo. Perché come Dio, anche il Diavolo vince spesso.
C'è anche "La Torre Eiffel" che nel suo svolgimento mi ha ricordato un recente e ottimo racconto di fantascienza e che come quello, può essere vista come versione moderna del mito della torre di Babele ma anche come un inno nostalgico alla gioventù ormai passata.

Ad una seconda lettura, trascorsi oramai 7 anni, mi sento di confermare il giudizio più che positivo.
Mi sono anche accorto che dopo 7 anni alcuni dei racconti li avevo scordati, e altri sono convinto che mi abbiano fatto un'impressione diversa, visto anche quante altre cose ho letto nel frattempo.
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